……comunque vada…..

E poi ti ritrovi quasi per forza a dover fare un bilancio di tutto quello che ti è capitato e che hai fatto capitare non solo durante la campagna elettorale ma almeno negli ultimi mesi.

Mentre si cerca ispirazione per mettere per iscritto in maniera leggibile i pensieri della mente e del cuore guardando la neve scendere copiosamente (e ben sappiamo che la neve se ne frega),
il primo sentimento che sento è, e non potrebbe essere diversamente, un sentimento di ringraziamento.
Ringraziamento per aver potuto essere parte in prima persona di questa campagna elettorale, un grazie che doveroso deve essere rivolto da me a tutti quelli che sono rimasti ai piedi del palco.
Ai piedi non come spettatori, non come persone che guardano ma come vera struttura portante del palco, come elementi portanti , come palco stesso. Credo che sia l’immagine giusta di chi durante queste lunghe settimane in vari modi si è speso perché quel palco semplicemente potesse essere, e soprattutto questa immagine deve essere bene impressa nella mente di chi sul quel palco è potuto salire.
Non starò qui a fare nomi, non è mai bello, e comunque tutti lo sanno quello che hanno fatto e pensato e alle energie che hanno concentrato in questa avventura.

Un altro grazie viene a chi si è preso la briga di uscire di casa in queste sere per sentire parlare di rifiuti.
Non vi nascondo che è stato per me la realizzazione di quello che avrei sempre creduto di non riuscire a poter fare.
Io che sono un falegname, neanche troppo istruito direbbe chi si basa sui pezzi di carta, sono riuscito ( un pò di immodestia lasciatemela)
ad essere riconosciuto da molte persone come chi sa di cosa sta parlando. Ho incontrato persone che dopo la spiegazione mi han detto che non pensavano che il movimento fosse così, come dire propositivo, che noi le cose le sappiamo, che queste cose manco se le immaginavano, che siamo gli unici che studiano e non parlano a caso.
Be’, non so per voi ma per me questo è tanto.

E come poter raccontare la sensazione di vedere così tante persone in piazza per Beppe, e accorgersi che se è vero che erano li per lui è anche vero che i ragazzi di Bergamo sono stati indispensabili per poter permettere che Beppe ci fosse.
Senza il movimento a Bergamo, semplicemente non sarebbe venuto.

Un ringraziamento a chi è venuto a firmare, a chi si è fermato ai banchetti, a chi comunque ha ritirato il volantino, a chi lo ha letto a chi lo ha solo guardato e anche a chi non lo ha semplicemente buttato.

Un ultima cosa: ritrovarsi una mattina ad accompagnare il figlio a scuola, parcheggiare davanti alla zone dei manifesti, e vedersi li appesi i cartelli del movimento e un po’ commuoversi perchè lo sai che questi cartelli sono stati ritirati, preparati e appesi da delle persone, da dei ragazzi che prima di questa avventura non conoscevi, e da altri che avevi incontrato sulla tua strada anni prima e che vedendoti su quel palco semplicemente ti hanno detto di voler aiutare il movimento, aiutare gratuitamente, aiutare non per loro, non per me, ma per noi. E per questo non chiedere che cosa ci guadagnano ma offrendo la rinuncia di qualcosa di se stessi per gli altri.

….e quindi, be’ quindi per tutti questi motivi, per averci creduto
anche quando sembrava impossibile, per aver avuto la possibilità di esserci, per aver imparato, sopratutto per essere diventato quello che sono posso tranquillamente dirvi che, si mi piacerebbe entrare in regione, mi piacerebbe e penso che potrei far bene ma …..comunque vada IO HO GIÀ VINTO.
Si ho già vinto perché non ho vinto in una gara con gli altri, cosa che con un pò di tempo, i movimenti giusti ( o meno giusti) si può anche riuscire a fare, io ho vinto perché ho battuto me stesso, perché ho creduto in me, perché ci sono riuscito, perché Io sono andato per la provincia a parlare del movimento, di come lavoriamo di quello che siamo e sono risultato credibile.
Io ho vinto la gara in cui nessuno di noi può barare, la gara contro se stessi.

……comunque vada…..

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Via, iniziamo

È quanto meno strano che il mio primo post io lo scriva qui sopra un tavolo di legno in mezzo ad un grande prato, in un Maso a Siusi in Alto Adige, durante uno di quei pochi giorni di vacanza che mi concedo ogni anno.

O forse non lo è, visto che probabilmente è proprio grazie al fatto che per qualche giorno mi trovo in una situazione in cui i pensieri che di solito sono maggioritari nelle mie giornate devo lasciarli li, quasi evitarli per l’impossibilità pratica di darne un evoluzione concreta e materiale.

E quindi magari in questi spazi di pensiero lasciati liberi forse si puó prendere coscienza che si puó far parte di chi deve cambiare il tutto e ripartire da zero…. o almeno provarci.

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